Quando una collezione d'arte incontra la città
Le collezioni d'arte custodite da banche, fondazioni e istituzioni rappresentano spesso un patrimonio poco conosciuto. Opere che raccontano la storia di un territorio e dei suoi artisti, ma che raramente trovano occasione di dialogare con il pubblico.
Da questa riflessione nasce "Io sono pittrice", il nuovo progetto promosso da BTS Banca Trentino-Südtirol e ospitato negli spazi di Palazzo Benvenuti.
Curato dallo storico dell'arte Roberto Pancheri, il progetto valorizza le artiste presenti nella collezione della banca attraverso un percorso espositivo che, mese dopo mese, presenta un'opera diversa accompagnata da approfondimenti, materiali di consultazione e incontri aperti al pubblico.
Più che una semplice mostra, Io sono pittrice è un progetto di valorizzazione culturale che rende accessibile un patrimonio normalmente custodito all'interno della banca, trasformandolo in un'occasione di conoscenza e dialogo con la città.
Un progetto che restituisce visibilità alle artiste
La collezione d'arte di BTS comprende opere di numerosi artisti del territorio e dedica uno spazio significativo anche alle pittrici trentine del Novecento e contemporanee.
Con "Io sono pittrice", queste opere escono dagli uffici della banca per diventare patrimonio condiviso, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere percorsi artistici che hanno contribuito alla cultura del Trentino e dell'Alto Adige.
Il progetto non si limita a esporre un dipinto: ogni opera viene contestualizzata attraverso il lavoro curatoriale di Roberto Pancheri, che ne racconta la storia, il linguaggio e il percorso creativo dell'artista, offrendo ai visitatori strumenti per una lettura più consapevole.
L'opera del mese: Rosanna Cavallini
Ad inaugurare il progetto è Rosanna Cavallini, artista nata a Riva del Garda nel 1942 e protagonista da oltre cinquant'anni della scena artistica trentina.
Realizzato nel 1980, il dipinto scelto per questa prima esposizione raffigura una natura morta solo in apparenza essenziale: un vaso decorato da cui emergono rami, foglie e capsule di semi.
La composizione è costruita con grande equilibrio. Lo sfondo, quasi uniforme, lascia respirare gli elementi principali e accompagna lo sguardo verso il vaso, vero centro della scena.
Osservando l'opera più a lungo emergono però altri aspetti caratteristici della pittura di Cavallini. Alcune forme rimangono volutamente accennate, i contorni sembrano interrompersi e il dipinto lascia spazio all'immaginazione di chi guarda.
È quello che Roberto Pancheri definisce il caratteristico "non finito" dell'artista: una scelta espressiva che non ricerca una rappresentazione perfettamente definita della realtà, ma invita il visitatore a completare mentalmente ciò che resta aperto.
Il risultato è un'opera che cambia a seconda dello sguardo di chi la osserva, trasformando una semplice natura morta in un racconto fatto di memoria, suggestioni e interpretazioni personali.
Il vaso: un simbolo della formazione veneziana dell'artista
Tra gli elementi più significativi del dipinto c'è il vaso che occupa il centro della composizione.
La sua presenza non è casuale, ma richiama una parte importante dell'identità artistica di Rosanna Cavallini, formatasi al Magistero Artistico di Venezia. Il legame con la città lagunare e con la sua tradizione artistica riaffiora anche in questa opera, dove il vaso diventa un elemento simbolico oltre che compositivo.
Per aiutare il pubblico a cogliere questo riferimento, l'esposizione è accompagnata da due vasi millefiori veneziani appartenenti alla collezione personale dell'artista.
L'accostamento tra il dipinto e questi manufatti permette di leggere l'opera da una prospettiva diversa. Il vaso raffigurato sulla tela non appare più come un semplice oggetto quotidiano, ma come un richiamo alle radici culturali dell'autrice e alla sua formazione.
La mostra crea così un dialogo tra pittura e oggetti reali, offrendo uno sguardo più intimo sul processo creativo dell'artista e sulle fonti di ispirazione che continuano ad accompagnarne la ricerca.
Palazzo Benvenuti come luogo di incontro tra arte e comunità
Negli ultimi anni Palazzo Benvenuti si è affermato come uno spazio aperto alla città, dove coworking, innovazione, formazione e cultura convivono quotidianamente.
Concerti, cinema all'aperto, incontri con autori, mostre e iniziative culturali contribuiscono a costruire un luogo in cui il patrimonio storico dialoga con le persone e con la vita della comunità.
Anche "Io sono pittrice" si inserisce in questa visione.
Grazie al progetto curato da Roberto Pancheri, Palazzo Benvenuti diventa il luogo in cui una collezione privata si apre alla cittadinanza, offrendo l'opportunità di conoscere artiste, opere e storie che fanno parte del patrimonio culturale del territorio.
Non una mostra destinata a esaurirsi in poche settimane, ma un percorso in continua evoluzione: ogni mese una nuova artista, una nuova opera e una nuova occasione per riscoprire, attraverso l'arte, il valore della memoria e della creatività.
Informazioni
Io sono pittrice
📍 Palazzo Benvenuti – Via Rodolfo Belenzani 12, Trento
L'esposizione è visitabile gratuitamente negli orari di apertura di Palazzo Benvenuti.
Ogni mese il progetto presenterà una nuova opera della collezione di BTS Banca Trentino-Südtirol, accompagnata da materiali di approfondimento e da un incontro pubblico curato da Roberto Pancheri, dando vita a un percorso di valorizzazione che continuerà ad arricchirsi nel tempo.