ARIA in classe: educare al senso, alla relazione e all’azione
Intervista ad Arianna, ideatrice del progetto ARIA
In un tempo in cui le informazioni sono ovunque, la scuola è chiamata a fare qualcosa di più profondo: creare senso, connessioni e umanità.
Da questa visione nasce ARIA, un progetto educativo che prende forma direttamente dalla pratica in classe e propone un modo diverso di progettare l’apprendimento.
Ne parliamo con Arianna, ideatrice di ARIA e vincitrice di Call Hub – Novella Edition, progetto di Novella CLHUB in collaborazione con Impact Hub Trento ed il sostegno di Banca per il Trentino-Alto Adige e del Comune di Novella, che accompagna idee imprenditoriali e progettuali innovative capaci di generare valore a partire dal territorio.
Arianna, puoi presentarti?
Sono un’insegnante di lingua inglese nella scuola secondaria. La mia formazione e la mia esperienza sono profondamente radicate nella pratica quotidiana in classe, a contatto diretto con studenti e studentesse, con le loro domande — esplicite e implicite — le loro fragilità e le loro potenzialità.
Negli anni ho maturato una convinzione sempre più chiara: oggi il ruolo dell’insegnante non è trasmettere contenuti — quelli sono ovunque — ma creare connessioni significative che aiutino chi apprende a dare senso a ciò che studia e a se stesso.
Accanto al lavoro in aula ho intrapreso un percorso di formazione personale e professionale che ha inciso profondamente sul mio modo di stare nella scuola. In particolare, l’esperienza come docente-coach nel progetto Scuole della Felicità ha rafforzato l’idea di una scuola che si prenda cura delle persone, prima ancora che dei programmi.
Qual è il cuore della tua visione educativa?
Io mi sento prima di tutto un’educatrice.
Questo significa accendere fuochi, non riempire contenitori.Per me la scuola è un luogo vivo, abitato da persone prima che da programmi. Educare è un processo trasformativo che coinvolge chi insegna e chi impara. Ogni giorno, in classe, scegliamo che tipo di clima creare, che tipo di sguardo posare sugli studenti, che tipo di umanità esercitare.
L’insegnante è spesso l’elemento decisivo dell’aula: può rendere un’esperienza di apprendimento umiliante o generativa, sterile o profondamente significativa. Questa responsabilità attraversa tutto il mio lavoro.
Come si riflette questa visione nel tuo lavoro quotidiano?
Nel mio lavoro cerco di progettare esperienze, non semplici lezioni.
Le unità di apprendimento partono dal senso, dal “perché”, da domande autentiche e da contesti reali.Gli studenti sono invitati a osservare, fare ipotesi, sperimentare, sbagliare, rivedere il proprio pensiero. I contenuti disciplinari arrivano, ma come strumenti al servizio di un processo più ampio.
La classe diventa così uno spazio di relazione, confronto e crescita condivisa, in cui l’errore non è un fallimento ma una tappa naturale dell’apprendimento.
Ci racconti come nasce ARIA?
ARIA è nata in classe.
Dalla pratica quotidiana e da una scelta precisa: non accontentarmi di “fare quello che si è sempre fatto”.Dopo un anno di progettazioni intenzionalmente diverse, ARIA è emersa dai programmi realmente svolti come una cornice di senso capace di tenere insieme progettazione, relazione, ispirazione e valutazione. All’inizio non sapevo darle un nome; poi ho riconosciuto una struttura ricorrente, flessibile, adattabile a contesti e discipline diverse.
ARIA non è un metodo rigido, ma una cornice, un’impalcatura che sostiene il lavoro didattico senza ingabbiarlo.
Quali sono i principi fondamentali di ARIA?
ARIA è un acronimo che rappresenta quattro dimensioni che attraversano tutta la progettazione:
A – Apprendere il senso: comprendere il perché di ciò che si impara
R – Relazione: rispecchiamento, ricchezza umana e metodologica
I – Ispirazione: la scintilla che accende curiosità e desiderio di sapere
A – Azione autentica: un apprendimento che lascia tracce nella realtà
Non sono fasi rigide, ma un filo rosso che accompagna l’intero percorso educativo.
Cosa porta ARIA nella classe?
ARIA porta uno sguardo profondamente inclusivo.
L’inclusione non è pensata come intervento aggiuntivo o correttivo, ma come principio fondante della progettazione.La struttura stessa di ARIA tiene conto della complessità della classe, dei diversi bisogni e dei diversi modi di apprendere. La varietà di metodologie permette a ogni studente di sentirsi visto e riconosciuto.
L’obiettivo non è solo apprendere contenuti, ma crescere come persone, sviluppare consapevolezza, senso di appartenenza e responsabilità.
Hai sviluppato risorse per supportare l’adozione di ARIA?
Il cuore del progetto è il libro ARIA in classe, che racconta la visione pedagogica, il modo di progettare e di valutare secondo questo approccio.
Nel tempo ARIA ha sentito anche il bisogno di una voce visiva. Una cara amica artista ha curato l’identità visiva e il logo del progetto: un passaggio importante per rendere riconoscibile, anche fuori dalla classe, una visione educativa già viva.
Accanto al libro è nato il sito web www.ariainclasse.it, realizzato insieme a due giovani sviluppatori diplomati al Liceo delle Scienze Applicate. Il sito include anche una sezione di intelligenza artificiale guidata, pensata per supportare i docenti nella progettazione di unità di apprendimento coerenti con ARIA.
Qui la tecnologia non sostituisce il pensiero educativo, ma lo accompagna e lo potenzia.
Quali sono i prossimi passi del progetto?
La sperimentazione partirà a febbraio.
Un gruppo di oltre venti docenti ha già aderito: leggeranno il manoscritto, sperimenteranno ARIA nelle loro classi e condivideranno osservazioni, impressioni e suggerimenti.Sarà un percorso basato su confronto, fiducia e pratica reale. L’obiettivo è far crescere ARIA insieme a chi la vive nella scuola.
Qual è il tuo sogno per il futuro della scuola?
Sogno una scuola che respiri.
Una scuola che ascolti, che riconosca la complessità, che rimetta al centro le persone.Una comunità educativa in cui i docenti non si sentano soli e gli studenti possano sentirsi protagonisti del proprio percorso. Una scuola più viva, più umana, più coerente con il mondo che stiamo attraversando.
Vuoi approfondire ARIA in classe e scoprire un nuovo modo di progettare l’apprendimento?
🌐 Visita www.ariainclasse.it
Il percorso di Call Hub – Novella Edition continua.
📅 Torna sul nostro blog la prossima settimana per scoprire l’ultimo dei progetti innovativi che nasce dal territorio e guarda al futuro dell’educazione, del lavoro e della comunità.